Vivavoce - Rivista d'area dei Castelli Romani

RIVISTA D'AREA DEI CASTELLI ROMANI

Società

Agora': Opinioni a confronto

No logo = No global?

Un'equivalenza a confronto

Volentieri accogliamo l'opinione di Guido e Mario alle prese con i problemi della globalizzazione. Ecco un brano del loro dialogo: chi vuole, può inserirsi nella discussione.
Guido: sono contro la globalizzazione e la liberalizzazione perché aumentano i morti sul lavoro,
aumentano le disuguaglianze tra ricchi e poveri, aumenta la precarietà e l'incertezza del futuro. Esempio: se un lavoratore si rifiuta di salire su un'impalcatura traballante, come minimo, alla scadenza del contratto temporaneo, questo non gli sarà rinnovato, perché magari un altro (che forse ha il figlio da sfamare, da mandare a scuola ecc.) sarà pronto a salire su quell'impalcatura.
Mario: quanto è grande il recinto nel quale misuriamo la precarietà e la disuguaglianza? Perché quel tale che ha il problema di sfamare il figlio non dovrebbe avere la chance di subentrare a chi comunque può permettersi di non salire su quell'impalcatura?
Certo, con la libertà di movimento dei capitali, se i lavoratori di un'azienda italiana fanno gli schifiltosi, l'imprenditore può "delocalizzare" la produzione in zone meno "civili".
Ma perché alle zone meno civili dovrebbe essere negata la chance di quella delocalizzazione? (Quanto è esteso l'insieme all'interno del quale misuriamo le disuguaglianze?) Forse, lasciando agli ultimi l'opportunità di raggiungere i penultimi, poi insieme si può tentare di raggiungere i primi in fuga con qualche speranza di successo.
NO LOGO favorisce l'apertura dei recinti, e quindi non è contro la liberalizzazione e la globalizzazione. Il logo è una "pretesa"esattamente parallela a quella dei lavoratori "protetti" che si vogliono tutelare dalla concorrenza di quelli che sono fuori.
Non c'è nessuna ragione di proteggere qualsiasi prodotto dell'ingegno con misure diverse dalla difficoltà intrinseca di imitarle o riprodurle.
Guido: ma così si toglie l'incentivo alla ricerca!
Mario: non ci credo: i veri ricercatori ricercheranno comunque... e se si "rallenta" chi dice che sia una disgrazia?